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Ventisette dipinti, tra
oli e acquerelli, eseguiti da pittori danesi attivi a Roma
nel corso dell’Ottocento ne propongono il volto malioso
e malinconico indagato attraverso ampie vedute, angoli e
scorci scomparsi e scene di vivace cronaca quotidiana.
Nella prima metà
del secolo XIX si formò a Roma una operosa e scelta
colonia di artisti danesi che si riconoscevano nel magistero
e nell’esempio dello scultore neoclassico Berthel
Thorvaldsen. Della comunità facevano parte anche
poeti, pensatori e letterati.
La mostra presenta numerosi
elementi di colta originalità e raffinata novità:
basti ricordare che la prima ed ultima esposizione ufficiale
di pittura danese dell’Ottocento ebbe luogo nell’ormai
remoto 1977 in Palazzo Braschi. La mostra era allestita
dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con
il Comune di Roma per solennizzare la visita ufficiale in
Italia di S.M. la Regina Margrethe II di Danimarca e S.A.R.
il Principe Consorte. In quella speciale circostanza erano
presenti opere di artisti danesi che figurano anche nella
mostra della Galleria Paolo Antonacci quali Christoffer
Wilhelm Eckersberg, Julius Friedlaender,
Niels Anders Bredal, Albert Kuchler,
Wilhelm Marstrand ed Ernst Meyer.
Tra gli artisti danesi
in mostra ci sono alcune delle figure più rappresentative
di quel periodo dell’arte danese del primo Ottocento
che va sotto il nome di Età d’oro e che ha
il suo più alto esponente in Christoffer Wilhelm
Eckersberg (1783-1853). Fu proprio nel corso nel soggiorno
romano, tra il 1813 e il 1816, che Eckersberg attinse la
piena maturità artistica. Di Eckersberg la mostra
di Paolo Antonacci presenta un emblematico dipinto ad olio
con veduta del chiostro di Santa Maria in Aracolei un’opera
che, oltre ad essere così altamente rappresentativa
del percorso artistico del grande pittore danese, è
anche un prezioso documento storico poiché il chiostro
dell’Aracolei, con l‘annesso convento, andarono
distrutti nello sbancamento di parte del Colle Capitolino
per i lavori di costruzione del Vittoriano. La presenza
di questo dipinto in una manifestazione culturale privata
acquista ancor più rilevanza quando si consideri
che nessuna opera di Eckersberg è custodita in musei
e pubbliche istituzioni non solo romane ma nazionali.
A seguito di questo evento,
Paolo Antonacci nel 2006 è stato tra i curatori della
mostra avente lo stesso tema svoltasi a Roma al museo del
Vittoriano, organizzata in onore della visita della regina
Margarethe di Danimarca